A me capodanno piace perché posso scegliere io come festeggiarlo. Non è una festa piena di imposizioni, cliché, coreografie pre-impostate ed obbligo morale di condividerla con date persone (solitamente i parenti, anche quelli che non vedi mai e che preferiresti continuare a non vedere).
L'anno scorso sono stata contentissima di passarlo, il capodanno, in assoluta solitudine. Ho avuto qualche difficoltà a far digerire la mia scelta a chi pensa che capodanno non sia tale se non si "festeggia" da qualche parte. E' stata festa quel capodanno, quella che volevo io. Quest'anno non lo passerò da sola, sempre per mia scelta, ma a casa con pochissime persone. E sarà anche questa festa, perché farò quello di cui ho voglia, con chi ne ho voglia. Quasi tutti almeno.
Capodanno, per me, non è la festa quale che sia (poi ho sempre detestato i veglioni) ma la promessa di un anno nuovo di zecca, pieno di possibilità ed opportunità. Così come mi piace l'autunno, che segna l'inzio di un nuovo anno lavorativo, amo anche il capodanno che è l'inizio di una nuova "data". Tra oggi e domani non cambierà effettivamente niente, ma poi nella memoria tutto quello che è avvenuto tra il primo gennaio ed il trentuno dicembre verranno archiviati nel cassetto con su scritto 2010. Stanotte inizio un cassetto nuovo, nel quale non so cosa ci finirà, ma sono curiosa di scoprirlo.
Finché riesco ad essere curiosa del futuro, so che andrà tutto bene.
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